Chi ha perso tutto ha bisogno di te

Aiuta chi è povero e solo a trovare un posto sicuro dove dormire e un pasto caldo da mangiare.
Alessandra e noemi

Chi ha perso tutto ha bisogno di te

Aiuta chi è povero e solo a trovare un posto sicuro dove dormire e un pasto caldo da mangiare.

Le storie di Operazione Pane

Operazione Pane ogni anno sostiene 14 mense francescane in tutta Italia e una realtà francescana ad Aleppo, Siria. Conosci anche tu alcune delle persone che aiutiamo grazie ad Operazione Pane che ogni giorno mette in tavola 1000 pasti caldi, per permettere a persone come Alessandra, Seluen e Loredana di trovare una famiglia, un luogo sicuro, un posto nuovo da chiamare casa.

Alessandra e noemi

La storia di Gianfranco, ospite della mensa di Verona

Gianfranco ha 59 anni. Ha lavorato in proprio tutta la vita, quando poi, a 53 anni, si ammala. La malattia lo costringe a lasciare l’attività professionale e, non avendo aiuti o familiari vicini a cui chiedere sostegno, in poco tempo si ritrova per strada, senza il necessario per vivere.

Andare avanti nonostante le difficoltà

Gianfranco però è un uomo molto determinato, si impegna per cercare un lavoro, anche saltuario. Lavora tutta l’estate come bagnino, e, finita la stagione, lavora qualche mese come muratore.
Riesce così a mettere quel po’ che basta per acquistare un’automobile usata e malmessa, ma che gli permette di dormire al sicuro e al caldo durante la notte, e diventa la sua casa per più di un anno.

L’arrivo a Verona

Un giorno, Gianfranco, spinto dalla ricerca del lavoro, arriva a Verona. Qui, lo accolgono i frati della Mensa San Bernardino, una delle realtà di Operazione Pane. Qui a Verona incontra la sua attuale compagna.

Abbiamo chiesto a Gianfranco di scriverci qualche riga per raccontarci la sua storia:

“Ora dopo l’inizio della mia seconda vita, vivo in una casa, ho un lavoro, una compagna che amo, ma la cosa più importante è che oggi riesco ad apprezzare una giornata di pioggia, mentre prima della malattia non riuscivo a gustare nemmeno una giornata di sole. Amo il sorriso di un bambino, un fiore, un tramonto. Amo tutte quelle piccole cose che nella mia prima vita nemmeno vedevo.

Rinascere vuol dire anche questo. Resettare tutto senza dimenticarsi del passato e rivivere le stesse cose in modo diverso, più semplice e più bello”.

Gianfranco è grato nei confronti delle tante persone che l’hanno aiutato a riscostruire sé stesso ed oggi è una persona felice.

“A volte il Signore non deve per forza apparire per far vedere che esiste”.

fra Celestino

Il racconto di fr. Celestino Pagani, referente della mensa di Monza

“Ho conosciuto Giusy grazie a suor Adriana e i servizi sociali di Monza. Era aprile 2020, da poco iniziato il lockdown: suor Adriana mi chiama e mi dice “visto che avete cominciato a fare i pacchi alimentari, conosco una signora che ha bisogno, potete aiutarla?”

L’incontro tra Celestino e Giusy

Le rispondo che sì, certo, sicuramente avevamo un pacco alimentare per lei. Il sabato successivo, Giusy arriva al convento di Monza per ritirare il pacco. Mi presento e lei molto spontaneamente mi racconta la sua storia.

Giusy è originaria della Nigeria, dopo essersi trasferita in Italia si è sposata e ha avuto due bambini. Dopo qualche anno si è separata dal marito e si è trasferita a Monza, per ricominciare e trovare la forza di ricostruirsi una nuova vita. Inizia ad avere problemi di salute e subisce un delicato intervento di trapianto di reni, che per fortuna riesce bene. Purtroppo riesce a lavorare solo saltuariamente, con l’inizio della pandemia diventa tutto ancora più complicato.

L’inserimento in un contesto nuovo

Senza lavoro e pochissimo denaro mandatagli dall’ex marito per i figli, mi chiede aiuto.

Oltre a iniziarle a dare la cesta alimentare ogni settimana, penso possa essere una bella idea inserirla nel gruppo dei volontari della mensa. Giusy è una donna molto sola, e socializzare con altre persone potrebbe esserle d’aiuto. Giusy accetta, è felice di farlo perché così ha la possibilità di uscire di casa ed essere meno sola. Inizialmente viene una volta la settimana, poi inizia a sentirsi a casa e decide di venire 2/3 volte la settimana.

La rinascita

È qui avviene il miracolo della rinascita. La depressione la lascia quasi del tutto, fa amicizia con i volontari della mensa, che si rendono disponibili ad aiutarla nel caso di necessità, o anche solo per un passaggio per tornare a casa dopo il servizio.

La vita di Giusy rifiorisce e lei, felice, ci ringrazia scrivendo due righe che incornicia in un piccolo quadretto che ci regala.

Nel quadro c’è scritto: “Quando dai è proprio vero che ricevi, Grazie!”. Il grazie lo diciamo noi frati, i volontari e i poveri. Dio è testimone del cambio di vita di questa persona, noi siamo stati strumento della sua rinascita.“

Frate Celestino Pagani, mensa delle Grazie di Monza